Ipersenbilità Dentinale

 

La recessione gengivale o la perdita di smalto possono provocare l’esposizione della dentina e dei tubuli dentinali; quando ciò accade il paziente può essere esposto al rischio di ipersensibilità dentinale e/o di carie della dentina.

Nel 2002 Addy ha definito l’ipersensibilità dentinale come “[...] un dolore breve e acuto dovuto alla dentina esposta in risposta a stimoli termici, di evaporazione, tattili, osmotici o chimici e che non può essere attribuito ad altre forme di patologie o difetti dentali.”

L’ipersensibilità dentinale resta soprattutto un complesso di sintomi piuttosto che una vera patologia e soltanto l’entità del dolore (o la percezione che il paziente ne ha) fornisce un’indicazione al trattamento. Poichè la ipersensibilità dentinale ha come sintomo principale il dolore in risposta ad esempio a stimoli caldi o freddi (bere il caffè, mangiare il gelato...) piuttosto che durante lo spazzolamento, è facile intuire come questa condizione influenzi notevolmente la percezione della qualità della vita.  Bisogna comunque sottolineare che, sebbene con l'invecchiamento aumenti il rischio di recessioni gengivali e/o di abrasioni dello smalto, si è riscontrato un decremento dell’incidenza di sensibilità dentinale nelle persone anziane (>70 anni). Questo fenomeno può essere considerato una conseguenza dei meccanismi che riducono la permeabilità dentinale, come ad esempio la deposizione di dentina secondaria che viene prodotta durante tutta la vita e la formazione di dentina peritubulare che può portare ad una parziale o completa occlusione dei tubuli.

Che cosa sono i colletti dentali esposti?

Nel 20% circa della popolazione, le gengive si ritirano nel corso della vita ed espongono i colletti dentali sottostanti.

Questo può dipendere anche da un’igiene orale scorretta come, ad esempio: l’uso di spazzolini duri, di dentifrici abrasivi o l’applicazione di una pressione eccessiva con lo spazzolino durante le procedure di igiene orale. Ciò può causare recessione gengivale e di conseguenza un’esposizione del colletto dentale, lasciando scoperta la dentina (e i tubuli dentinali), che in questo modo può essere suscettibile agli stimoli dolorosi che causa no ipersensibilità dentinale.

Il colletto dentale privo di protezione è esposto anche al rischio di carie. Infatti, gli acidi che derivano dalla degradazione degli zuccheri ad opera dei batteri della placca demineralizzano non solo lo smalto della corona del dente, ma anche la dentina.

La carie del colletto, tuttavia, può essere prevenuta tramite la fluoroprofilassi topica domiciliare e professionale.

Perchè l’ipersensibilità dentinale genera dolore ?

La teoria idrodinamica

Per spiegare il meccanismo di trasmissione del dolore sono state avanzate varie ipotesi, ma quella che ad oggi sembra la più attendibile è la Teoria idrodinamica. Questa prende in considerazione i tubuli dentinali all'interno dei quali, in prossimità della polpa, è visibile un prolungamento odontoblastico, mentre nel restante spazio è presente un fluido organico che obbedisce alle leggi dell'idrodinamica dei capillari. La variazione del flusso dentinale porta alla deformazione sia dell'odontoblasto che delle fibre nervose pulpari (fibre A3) presenti nel tubulo. Questa ipotesi, corroborata dal fatto che i recettori dolorifici della polpa dentale non sembrano essere chemiocettori bensì meccanocettori, spiega le differenti sensazioni dolorose originate dall'applicazione di stimoli diversi. In base a tale ipotesi sono state sviluppate misure professionali e domiciliari che sono alla base delle diverse terapie dell’ipersensibilità dentinale. L’obiettivo dei trattamenti è quello di diminuire la permeabilità tubulare attraverso l’occlusione meccanica degli stessi o mediante apposizione superficiale di un rivestimento o attraverso la desensibilizzazione del nervo.

Come alleviare il dolore del paziente?

La terapia professionale e domiciliare

L’uso topico di prodotti professionali permette di raggiungere rapidamente risultati molto soddisfacenti e duraturi per il paziente. Generalmente, si possono utilizzare gel e vernici ad alto contenuto di fluoro oppure liquidi e resine anche questi ad elevate concentrazioni di fluoruro. L’ipersensibilità dentinale può essere trattata anche domiciliarmente, attraverso prodotti destinati all’igiene orale quotidiana come il dentifricio e/o il collutorio.  Esistono due strategie principali su cui i prodotti domiciliari possono basare il loro meccanismo d’azione:

  • desensibilizzare il nervo grazie a ioni potassio (e.g. nitrato di potassio)
  • occludere i tubuli dentinali.

Vengono considerati ostruenti chimici tutti quei composti che nel cavo orale formano rapidamente sali poco solubili che, precipitando sulla superficie dei denti e occludono i tubuli dentinali scoperti. Quelli maggiormente utilizzati sono gli ossalati (di potassio o ferrici), i citrati, il calcio-fosfo silicato, i fluoruri inorganici (fluoruro di sodio e fluoruro stannoso) e i fluoruri organici (fluoruri amminici).

Tecnologia Pro-Argin®

Una tecnologia desensibilizzante innovativa è la tecnologia Pro-Argin® che contiene arginina (8%) in associazione a carbonato di calcio. L’arginina è un aminoacido presente naturalmente nella saliva ed essenziale in molti processi biologici.


Figura 1 Molecola di arginina

L’arginina è una molecola bipolare avendo sia un polo positivo che negativo; a pH fisiologico è carica positivamente e ciò le permette di legarsi alla superficie della dentina carica negativamente. Questo processo aiuta a veicolare il calcio sulla superficie della dentina favorendo la formazione di uno strato ricco di minerali di calcio, che va a riparare le aree sensibili del dente, occludendo i tubuli dentinali prevenendo la trasmissione degli stimoli dolorosi. Questa occlusione viene mantenuta anche dopo l’esposizione ad acidi. E’ stato clinicamente provato che dentifrici a base di tecnologia Pro Argin sono in grado di occludere rapidamente i tubuli dentinali fornendo un sollievo immediato e duraturo dall’ipersensibilità; con l’uso regolare, forma una barriera protettiva di lunga durata che agisce da sigillante contro la sensibilità.  


Figura 2 Immagini al SEM – Ingrandimento 10,000 x


Figura 3 I tubuli dentinali risultano completamente occlusi
 e sigillati dopo l'applicazione di 8% Arginina + Carbonato di calcio –
Immagini al microscopio a forza atomica